Dove deve risorgere Civita d’ Antino | 22 Marzo 1915

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Grazie alla cortese disponibilità dell ‘Archivio Ferrante pubblichiamo un ormai introvabile opuscolo dal titolo “Dove deve risorgere Civita d’ Antino” redatto in data 22 Marzo 1915, da A. Romeo Di Rocco, all’epoca componente del consiglio comunale di Civita d’Antino. A pochi giorni dal terribile sisma del 13 gennaio 1915, il documento è al contempo; accorato appello ai cittadini ed alle Autorità competenti sulla fondamentale importanza di una pronta e attenta ricostruzione; testimonianza su temi “moderni” legati alla sostenibilità, al paesaggio e al territorio, all’ identità culturale ed al senso di appartenenza.

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Foto inedite di Civita D’Antino prima e dopo il terremoto nella Marsica del 1915

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Per gentile concessione dell’Archivio Ferrante, si rendono pubbliche alcune suggestive foto e cartoline riguardanti Civita D’Antino. Queste immagini costituiscono un importantissimo documento culturale capace di far comprendere e valorizzare la storia del paese. Alcune di esse ritraggono il paese prima del terremoto, dopo un’abbondante nevicata, e con scorci chiaramente ancora riconoscibili (cfr. Piazza del Banco); mentre altre immagini raffigurano i momenti faticosi e strazianti dello sgombero delle macerie e del recupero delle vittime. Le immagini evidenziano alcuni particolari, quali l’altezza della torre medioevale prima del terremoto e la parziale distruzione della chiesa. 

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Impressionisti Danesi in Abruzzo

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A più di un secolo dall’Esposizione Internazionale del 1911 presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma a valle Giulia, in cui la Danimarca era presente con circa sessanta artisti (tra cui il grande Vilhelm Hammershøi) e più di duecento opere, la mostra “Impressionisti Danesi in Abruzzo” ha rappresentato il primo tentativo storico-critico di una rivalutazione italiana del movimento dei pittori nordici “en plein air” della seconda metà dell’Ottocento. 

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La storia dei Ferrante e dell’antico Palazzo

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(Testi Enzo Maccallini – Lucio Losardo) La Famiglia e il palazzo Ferrante. La famiglia Ferrante dal XVI secolo, e parte importante ed ineludibile della storia politico culturale nonché economico sociale di Civita d’Antino. In questo periodo, procedente da Valmontone, arriva il capostipite della casata: Domenico Ferrante, il quale, “verso la seconda meta del 1500 abbandono Valmontone, a seguito di forti contrasti con le autorità pontificie di quel paese, e, “valicando le montagne che dividevano lo Stato Pontificio dal Regno delle Due Sicilie, si fermò prima a Rendinara e subito dopo a Civita d’Antino, dove cominciò ad acquistare dei beni. 

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Civita d’Antino e gli Impressionisti Danesi in Abruzzo sui canali RAI

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Capeggiati da Kristian Zahrtmann, che dal 1883 trovò a Civita D’Antino (Aq) la sua Arcadia, proprio in Abruzzo centinaia di pittori nordici, attratti dalla bellezza del paesaggio, decisero di infrangere le convenzioni della pittura accademica sperimentando in libertà la pittura di “impressione”Alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia del 1895 il padiglione danese, che includeva oltre a Zahrtmann altri artisti segnati dall’esperienza italiana, fu apprezzato da Gabriele d’Annunzio per la “sincerità della pittura”. Il flusso di pittori nordici in quell’Arcadia di Val Roveto continuò ininterrotto dal 1883 (arrivo del caposcuola Zahrtmann) fino al 1915 (anno del terremoto della Marsica), che ne segnò l’inizio della fine.

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