“The charm of Italy” di Helle Fibiger

IL FASCINO DELL’ITALIA di Helle Fibiger, artista figurativa (Italian-English) C’è una terra incantevole che si estende con faggi frondosi” Il fatto che come artista danese abbia cara l’Italia e in particolare l’Abruzzo con i suoi Appennini dipende, a parer mio, da due fenomeni contrastanti, ovvero il sentirsi lontani da tutto e allo stesso tempo a casa propria. Ho voluto far precedere questo mio piccolo contributo da due versi dell’inno nazionale della Danimarca, scritto dal celebre poeta danese Adam Oehlenschläger nel 1819. La mia scelta è dovuta al fatto che queste stesse strofe si adattano in gran misura anche all’Abruzzo. Nel 1883 Kristian Zahrtmann scriveva da Civita d’Antino: …”Davvero questo è un posto piacevole. Qui intorno, su tutte le montagne, il faggio si tinge ora di intensi e vellutati colori giallastri e rossastri…” 

In Danimarca il faggio rappresenta quasi un simbolo nazionale. Ma mentre la Danimarca è un Paese lillipuziano, l’Abruzzo è infinitamente più grande. Mentre la Danimarca è formata da colline e vallette (i danesi considerano una delle ”montagne” più alte della Danimarca, che si erge per soli 147 m sul mare, così incommensurabilmente alta da darle il nome di “Montagna del cielo”), le montagne dell’Abruzzo sono gigantesche, e qui dobbiamo nuovamente citare le parole di Kristian Zahrtmann: ”Non per nulla si è di un poco più vicini al Cielo” (1883).Essere così vicini al cielo affascina e fa sì che il cuore batta più forte: non si è mai sazi di nuove visioni e l’occhio non si affatica mai. Una delle mie montagne preferite è il Corno Grande nel massiccio del Gran Sasso, meglio se ammirato al tramonto sulla via del ritorno da Sulmona a Pratola Peligna. Altri panorami imponenti offre il massiccio, spesso innevato, della Maiella, che cinge tutt’intorno la città di Sulmona, sulla cui Piazza Garibaldi, oltre 100 anni fa, il noto pittore danese Theodor Phillipsen ritraeva nei suoi quadri la città e le azzurre montagne circostanti. Nel Parco Nazionale della Maiella sono inoltre frequenti i boschi di ”faggi frondosi”. Essere così vicini al cielo porta inevitabilmente il pensiero alla LUCE. ”Il colore è luce infranta. Senza la luce non esiste il colore”, dice Thomas Wilfred, artista dano-americano. In Italia la luce possiede un’intensità più marcata e il colore sprigiona un calore più intenso. Basti pensare alle montagne infuocate dal tramonto !! Questi intensi colori saturi fanno appello ai creativi aneliti della nostalgia, che un artista esprime al meglio nel suo tratto pittorico. E quando si parla di luce, è tuttavia d’obbligo, come danesi, soffermarsi anche sul proprio Paese: in Danimarca abbiamo le cosidette “notti bianche”, durante le quali, nel mese di giugno, il mese più luminoso, il sole non si tuffa mai sotto la superficie del mare prima delle 22.00 – 23.00, e ciò che si intende per “notte” e per buio non esiste nemmeno, dato che il sole sorge di nuovo intorno alle 4.00 del mattino. Sono appena stata in viaggio nel nord dello Jutland, nei pressi del mare che ho visto per tutta la notte riverberarsi come scintillanti cristalli di ghiaccio turchesi nel morbido cielo sfumato dal rosa al cadmio al purpureo. Tutto è più vasto e più selvaggio in Abruzzo: le montagne, gli alberi, i borghi. Solo le persone sono più piccole della maggior parte di noi nordici. Ma il loro cuore non è più piccolo. Ogni volta che arriviamo in Abruzzo sentiamo un calore umano come se andassimo a trovare dei parenti stretti. E se si è fatta una grande spesa, le anziane signore del paese, assiduamente sedute sulle piccole seggiole, commentano: ”pesante, pesante” e chiedono se abbiamo bisogno di aiuto per portare a casa tutta quella roba. È una cordialità che apprezziamo enormemente. Le voci umane sono poi un capitolo a sé. In nessun altro Paese il chiacchierío comune della gente ha un timbro così sonoro e magniloquente come quello di una domenica pomeriggio sul corso a Sulmona. Si comprende perfettamente che è qui, in Italia, che è nata l’opera. In Abruzzo si può andare là dove ci porta il cuore e percepire a pieno i colori, i suoni, i profumi, i gusti. In Abruzzo si ritorna. Traduzione dal danese di Carina Graversen


THE CHARM OF ITALY by Helle Fibiger
, a figurative painter  www.deellevilde.dk There is a lovely land with spreading, shady beeches” Even if I am a Danish painter, I appreciate Italy, especially Abruzzo and the Apennines mountains. In my opinion, it depends on two contrasting factors that have to do with how you feel about yourself, far from everything but at the same time feeling at home. I started this writing with two lines of the Denmark national anthem, whose text was written by the Danish poet Adam Oehlenschläger in 1819. My choice is due to the fact that these two strophes can really adapt to Abruzzo region. In 1883 Zahrtmann wrote : “This a very pleasant place. All around here in the mountains the leaves of the beech tree are now turning velvety deep yellowish and reddish…”. The beech tree is something of a national emblem in Denmark. Denmark is a Lilliput country while Abruzzo is much bigger. Denmark has low hills and small valleys (Danes thought that one of Denmark’s greatest mountain, which measures only 147 metres at its highest point, was so high that they named it “Sky Mountain”) while Abruzzo has gigantic mountains. Here, I would like to quote Kristian Zahrtmann: “There is a reason why we are a little closer to heaven” (1883). The idea of being so close to heaven is fascinating and makes your heart beat faster: you will be never fed up with seeking new landscapes and your eyes will never feel tired. One of my favourite mountains is Corno Grande situated in the Gran Sasso Massif and I can admire it, especially at sunset, on my way back from Sulmona to Pratola Peligna. Imposing landscapes can be seen from the frequently snow covered Maiella massif which encircles Sulmona town where in its town square, Piazza Garibaldi, the famous Danish painter Theodore Phillipsen painted the town and its blue, surrounding mountains, over 100 years ago. Besides, “shady beech-tree” woods can often be found in the Maiella National Park. If one is so close to heaven it makes us necessarily think about LIGHT. “The colour is reflected light. If there were no light the colour would not exist” – says Thomas Wilfred, a Danish-American artist. In Italy the light from the sun is stronger and more intense, and the colours of sunlight produce more intense heat. Suffice it to think of the blazing mountains at sunset!! These intense, vivid colours appeal to nostalgia stems that the artist can better express in his paintings. When we talk about the light we Danes are still obliged to dwell upon our country. In Denmark you can see the “white nights”, in the lightest month, June, when the sun sinks into the sea no earlier than 10-11 p.m. It doesn’t exist what you call night and darkness because the sun rises again around four o’clock in the morning. I have just returned from a journey to North Jutland, nearby the sea where all night long I have seen turquoise and shimmering ice crystals reflecting in the fluffy sky that changed from pink to cadmium to purple. Everything is bigger and wild in Abruzzo, mountains, trees, villages. Though people from Abruzzo are shorter than most northern people, their heart is greater. We are greeted with warm welcome, as next of kin, by the people every time we return to Abruzzo. When we do a lot of shopping, the old women of the village, who are often sitting in their little chair, say our shopping bag is too heavy! So they ask if we need help with carrying all that stuff home. It’s an act of kindness we greatly appreciate. Besides, there is something about the people’s voice that appeal us, but that’s another matter. In no other country common people talking is so magniloquent, so loud as that you can hear along Sulmona’s main street on a Sunday afternoon. So you did understand the reason why the opera was born here, in Italy. In Abruzzo you can go wherever you heart will bring you and fully perceive colours, sounds, fragrances and flavours. At least, you will come back to Abruzzo! Translation from Italian by Laura Borgione

Dal libro L’italian dream di K. Zahrtmann Copyright © 2009 Antonio Bini – Edizioni Menabò. All Rights Reserved

I commenti sono chiusi.