Sulle tracce dei pittori norvegesi che frequentarono Civita d’Antino

La critica d’arte norvegese Dyveke Bast ha finalmente visitato Civita d’Antino, come era suo desiderio. Già lo scorso anno, era scesa in Italia ma non aveva potuto raggiungere la Valle Roveto a causa della neve. Durante il soggiorno romano incontrò comunque il prof. Marco Nocca nella sede dell’Accademia delle Belle Arti. Il suo interesse a conoscere quella che fu la sede estiva della scuola di Kristian Zahrtmann emerse durante la preparazione di una mostra sul pittore norvegese Kristofer Sinding-Larsen (1873-1948), che seguì il maestro danese anche a Civita d’Antino.

In occasione della mostra – che si tenne l’estate 2015 a Stavern, località turistica a nord di Oslo, furono esposti due quadri che riprendevano paesaggi civitani. Nella mostra fu esposto un manifesto realizzato nel 2008 per ricordare i cento anni dalla mostra interamente dedicata al paese abruzzese che si tenne il 1908 a Copenaghen su iniziativa di Zahrtmann. Una copia dello stesso poster fu regalato ai discendenti di Sinding-Larsen e di Kristen Holbø, importante pittore norvegese che fu pure allievo di Zahrtmann.

La sig.ra Bast, accompagnata da due amici, è stata accolta a Civita da Manfredo Ferrante e Antonio Bini, che l’hanno accompagnata nella visita dei luoghi più significativi legati alla stagione artistica scandinava, partendo da piazzale Zahrtmann e risalendo viale Scandinavia, per poi attraversare Porta Flora. Nell’Antica Osteria Zahrtmann, riferimento culturale di quanti intendono avvicinarsi allo studio degli artisti scandinavi, hanno potuto immergersi nel clima di quella che fu la Civita di fine Ottocento. Nel corso dell’incontro, al quale ha partecipato anche l’ing. Paolo Accettola, studioso del territorio sorano, è stata espresso da parte della sig.ra Bast il desiderio di ricostruire la vita artistica dei pittori norvegesi allievi di Zahrtmann.

L’immersione – anche emozionale – nel paese e nei suoi paesaggi – spesso riconosciuti attraverso i quadri – costituirà un percorso utile per comprendere gli artisti di allora. Interesse è stato manifestato anche la presenza di P.S. Krøyer nella Civita di fine ‘800, artista considerato generalmente danese, anche se nativo di Stavanger in Norvegia.

Sono stati donati alla sig.ra Bast i due volumi su “Il terremoto del 13 gennaio 1915 nell’alta e media valle del Liri”, curati dall’Associazione Il Liri e il saggio “L’Italian dream di K. Zahrtmann”di Antonio Bini, pubblicato nel 2009. Il cordiale incontro si inserisce nella rete di relazioni avviate con i paesi scandinavi per la valorizzazione del comune patrimonio culturale rappresentato dalla singolare esperienza che fu la scuola italiana di Zahrtmann a Civita, per tanti anni dimenticata.

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