“En Mindebog” Zahrtmann descrive il suo arrivo per la prima volta a Civita d’Antino nei primi giorni del mese di giugno del 1883

(Italian-English)In the Danish book “En Mindebog”, at page 371, Kristian Zarthmann describes his arrival, for the fist time, in Civita D’Antino, early in the month of June 1883, together with his friend and colleague Skovgaard. A pagina 371 e seguente del memoriale autografo  in lingua danese “EN MINDEBOG”, Kristian Zahrtmann descrive il suo arrivo per la prima volta a Civita d’Antino nei primi giorni del mese di giugno del 1883, insieme al suo amico e collega Skovgaard.

“… La salita ci faceva sudare, ogni tanto ci riposavamo; la guida si fece in quattro e infine giungemmo alla meta. All’inizio del paese si videro solo stalle basse adatte a capre e somari, era deserto; tutti facevano la siesta. Arrivammo al centro del paese e spuntò fuori una vecchia dall’aspetto incantevole “ ci potreste dire, dove trovare del buon vino ?” – Sicuro ma da dove venite signori ? – ” Veniamo da Roma” – E chi è stato mai a indicarvi questo luogo ? – “E stato un modello di nome Ambrogio e ci ha detto che il vino è ottimo.” – Ambrogio è mio figlio e vi darò io del buon vino. – E la vecchia ci precedette leggera come una gazzella fino alla casa della famiglia Cerroni. Sbatte forte il picchiotto, dopo poco uscirono le tre figlie dalla casa. Si erano appisolate sul telaio, faceva molto caldo. “Potremmo avere del vino? E sarebbe possibile avere anche un po’ da mangiare ?”. Non si erano ancora completamente svegliate e probabilmente sembrammo loro assai strani.

Erano passati più di trent’anni da quando uno straniero aveva passato la notte a Civita. – Fate come se foste a casa vostra, siamo a vostra disposizione e vi daremo tutto il possibile, entrate per favore.-. “Grazie, ma temiamo il raffreddore passando dal caldo all’ombra, siamo molto accaldati.” – Dentro troverete un bel fuoco.- Ed entrammo nella più adorabile famiglia Italiana che io abbia mai conosciuto, tutte e tre le figlie si davano da fare insieme per prepararci un pasto gustoso nel più breve tempo possibile. Fummo accontentati in tutto, ma dovemmo rinunciare a fare accomodare la nostra guida al tavolo insieme a noi, per lui fu apparecchiato con una tovaglia bianca sul tavolo nel vano di una finestra.  “Hai notato con che dolcezza ci viene servito ?” chiese Skovgaard. “Ci stavo proprio pensando e ti dirò che preferirei rimanere qui.” Sei un po’ precipitoso, non hai visto ancora un soggetto e vorresti già dipingere. “Hai ragione, ma penso che un ambiente come questo dovrebbe farci dare il meglio di noi stessi.” Uscimmo a visitare la Città, la fontana, la bella piazza grandiosa, il palazzo roseo della famiglia Ferrante, nobiltà antica. Abbiamo espresso meraviglia alla vista di una pesante catena collocata davanti al portone, fu messa in occasione della visita di Re Ferdinando II che dormì nel palazzo.  Salutammo la famiglia Cerroni ed io chiesi se vi potessi trovare alloggio dal 5, in tal caso sarei andato a fare i bagagli a Sora. Skovgaard preferiva rimanere a Sora”

In the Danish book “En Mindebog”, at page 371, Kristian Zarthmann describes his arrival, for the fist time, in Civita D’Antino, early in the month of June 1883, together with his friend and colleague Skovgaard.

 “…the climb made us sweat, sometime we had rest, our guide did his best and finally we reached the goal At the very beginning of the village we saw just low stables good for goats and donkey, it was a desert; everybody was sleeping. When we arrived in the middle of the village an old and charming lady appeared  …”Could you please tell us where we could find some good wine?” “Sure, but where you came from gentlemen?” “We cam from Rome” … “..And who directed you to this place?” … “It was a model, his name was Ambrogio, and he told us that the wine is excellent!”   … “Well Ambrogio is my son, and I will offer you some good wine” The old lady went ahead as light as a gazelle, till the Cerroni’s family house. She rapped strongly the knocker and after a while the three Cerroni’s daughters went out. They dropt off on the loom, it was really hot. “Could we have some wine? And should be possible to have something to eat too?” They were not completely asleep and probably we looked very strange to them. The last stranger that spent his night in Civita came more than 30 years ago! “My home is your home, we are at your command and we will offer you as much as possible, come in please” “Thank you but we don’t want to take a cold, we came from hot to cold shade, we are very hot.” “Come in, inside you will find a warm fireplace” So we entered in the most adorable Italian family that I ever met, all the three daughters get on with the job all together to prepare a delicious meal as fast as possible.

 They indulged us in everything but we gave up letting our guide sit with us at the same table. For him they prepared a table with a white table linen near the window. “Did you notice with such a kindness they serve us?” Skovgaard asked “This is what I was thinking about, and I have to tell you that I would love to remain in this place” “You are a bit hasty, you didn’t see a subject yet, and you want to paint already” “You are right, but I think that in such a place we can give our best!” We went out to visit the Village, the fountain, the beautiful big square, the rosy Ferrante’s Palace, old aristocracy. We were very surprised by a huge heavy chain placed in front of the main door, it was placed during King Ferdinand II visit, and he slept in the palace. We said goodbye to Cerroni Family and I asked if they could provide me an accommodation since the 5th, in this case I would have been packing in Sora. Skovgaard preferred to remain in Sora”

Archivio Ferrante – Si ringrazia per la traduzione Francesca Romana Ferrante

I commenti sono chiusi.