Il danese che scoprì l’ Abruzzo

Il danese che scoprì l’Abruzzo di Birger Riis-Jørgensen – Ambasciatore di Danimarca in Italia. Kristian Zahrtmann apparteneva alla generazione artistica che seguì il cosiddetto “Modern Breakthrough”, ossia la “Svolta modernista” dell’arte danese e il movimento naturalista. Anche se la sua arte è stata caratterizzata da una forma apparentemente realistica, vi era una predisposizione romantica nel suo temperamento. Il suo idealismo più tardi lo portò ad opporsi al programma educativo della Accademia Reale Danese di Belle Arti e a seguire la Libera Scuola Artistica “Kunstnernes Frie Studieskoler”. In essa guidò dal 1885 quello che sarebbe poi diventato un dipartimento indipendente conosciuto anche come “scuola di Zahrtmann”, incoraggiando esperimenti artistici innovativi e un forte uso dei colori.

La scuola ospitava sia i pittori di Funen (i cosiddetti Fynboerne) che un gran numero di pittori moderni. Il primo viaggio all’estero di Zahrtmann (1875-1878) lo portò in Italia e nel 1883 giunse a Civita D’Antino, che sarebbe diventata la sua seconda casa e dove tornò spesso. La luce e i colori particolari che Zahrtmann trovò in Abruzzo diventarono un’importante fonte di ispirazione e possono essere apprezzati in molti dei suoi dipinti “italiani”. Nei suoi viaggi a Civita D’Antino spesso portò con sé amici e studenti, ispirando anche un certo numero di artisti danesi e nordici a visitare la regione. Si venne a creare, così, una vera colonia artistica scandinava e Zahrtmann rimase una forte ispirazione con la sua capacità di sottolineare i valori classici che riscontrava nella popolazione locale.

Fu quindi con grande tristezza che gli artisti danesi e più in generale scandinavi appresero del terribile terremoto in Abruzzo del 1915, che, insieme alla Prima Guerra Mondiale, condusse quest’età dorata a una fine brutale e improvvisa. Molte persone in Italia e Danimarca gioiscono ancora oggi nel vedere nei musei danesi i molti dipinti di Zahrtmann e dei suoi colleghi. In questo modo Civita D’Antino e i suoi splendidi dintorni continuano a vivere così come li videro Zahrtmann ed altri. Ho accolto con grande piacere l’iniziativa di organizzare questa mostra al Museo Andersen di Roma, in modo che molti altri possano conoscere la vita dell’epoca a Civita D’Antino e gli artisti scandinavi che hanno trovato la loro ispirazione così lontano da casa. Vorrei quindi esprimere il mio caloroso ringraziamento a coloro che hanno permesso la realizzazione della mostra Impressionisti Danesi in Abruzzo: il professor Antonio Bini, il professor Attilio, Brilli, il signor Manfredo Ferrante, il professor Marco Nocca, il professor James, Schwarten, la dottoressa Stefania Teodonio, e il professor Nicola Mattoscio della Fondazione Pescarabruzzo. Birger Riis-Jørgensen – Ambasciatore di Danimarca in Italia

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