Il danese che scoprì l’ Abruzzo

Il danese che scoprì l' Abruzzo

Il danese che scoprì l’Abruzzo di Birger Riis-Jørgensen – Ambasciatore di Danimarca in Italia. Kristian Zahrtmann apparteneva alla generazione artistica che seguì il cosiddetto “Modern Breakthrough”, ossia la “Svolta modernista” dell’arte danese e il movimento naturalista. Anche se la sua arte è stata caratterizzata da una forma apparentemente realistica, vi era una predisposizione romantica nel suo temperamento. Il suo idealismo più tardi lo portò ad opporsi al programma educativo della Accademia Reale Danese di Belle Arti e a seguire la Libera Scuola Artistica “Kunstnernes Frie Studieskoler”. In essa guidò dal 1885 quello che sarebbe poi diventato un dipartimento indipendente conosciuto anche come “scuola di Zahrtmann”, incoraggiando esperimenti artistici innovativi e un forte uso dei colori.

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Kristian Zahrtmann e il cenacolo di Civita d’Antino

Kristian Zahrtmann e il cenacolo di Civita d’Antino

“Laggiù in Abruzzo c’è Civita d’Antino, la Civita d’Antino di Zahrtmann, la Civita d’Antino dei danesi” (Johannes Jørgensen) “Men dèr langt bortr i Abruzzernen dèr er Civita d’Antino, Zahrtmanns Civita d’Antino, Danmarks Civita d’Antino” (Johannes Jørgensen) Civita d’Antino di Knud Sinding. Come molti altri artisti del sette-ottocento, anche il pittore danese Kristian Zahrtmann (1843-1917) volle arricchire la propria formazione in Italia. Zahrtmann frequentò Roma e anche altre località come Pistoia, Marina di Pisa, la costa amalfitana, Sora. Ma fu soprattutto con un piccolo paese tra le montagne dell’Abruzzo – Civita d’Antino – che stabilì un intenso e continuativo rapporto, che durò fino alla morte.

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I Marsi Antinati e l’Impero di Roma

I Marsi Antinati e l'Impero di Roma

Seguendo le narrazioni degli storici latini, una indicazione, senza dubbio decisiva, del popolo che abitò Valle Roveto, ci viene data da Plinio il Vecchio, il grande naturalista (23-79), morto tragicamente nell’ eruzione del Vesuvio. La sua testimonianza ci fissa con certezza il popolo che abitava la Valle Roveto. Plinio dunque, nel libro III delle Storie del Mondo, tra i Marsi ricorda anche gli Antinati. Lo scrittore latino, accingendosi ad elencare le terre d’Abruzzo, le annunzia subito come le più forti, le più valorose d’Italia. Esse appartenevano tutte alla quarta regione delle undici regioni, in cui aveva l’imperatore Augusto diviso l’Italia. 

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