Cenni storici su Civita d’Antino

Cenni storici su Civita d'Antino

Civita D’Antino, nel secolo XI patria del benedettino San Lidano, iniziatore della bonifica delle Paludi Pontine, e dell’illustre chimico Domenico Morichini (1773-1836), di questo paese, un giorno importante municipio romano, si è scritto a lungo in monografie e in studi particolari. Le epigrafi sparse qua e là nel suo territorio sono riportate negli ultimi tre secoli dal Febonio, dal Corsignani, dal De Sanctis, dall’inglese Hoare, dal Mommsen, dalla monografia Antinum di Clemente Alati del 1910, e da Settimio Maciocia, preziose nell’illuminare l’antica storia di Antino e forse per concomitanza la storia di tutta la Valle Roveto. Civita d’Antino si trova in una posizione veramente felice.

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Eremo di Santa Maria della Ritornata

Eremo di Santa Maria della Ritornata

S. Maria de Tornaro è la Chiesa della Madonna della Ritornata, la Chiesa che domina sul monte a circa 1200 metri sul livello del mare. Lassù, nella vetusta Chiesetta, già chiamata Romitorio nel documento citato del 1703, sulle cui pareti ancora appaiono ben distinti degli affreschi che resistono al tempo, si venera la Madonna, cara al cuore di ogni Civitano. Per quella Immagine, che la fantasia di una gente e un amore secolare hanno avvolta nell’alone della leggenda, la popolazione di Civita serba da epoche assai remote la devozione più profonda, un culto forse ultramillenario, tramandato da una generazione all’altra in una ininterrotta tradizione, attraverso l’incessante e vano susseguirsi di anni e di eventi. S. Maria de Tornaro del 1183 si chiamerà, nel 1511, S. Maria de Tornara.

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Cosa vedere a Civita d’Antino

Cosa vedere a Civita d'Antino

Sulle tracce dei pittori scandinavi. Civita d’Antino è un piccolo paese posto su un altipiano a 904 m. da cui si domina l’intera Valle Roveto. Una sorta di solitaria terrazza circondata da monti e caratterizzata da incantevoli paesaggi. Sovrasta il paese il monte Viglio (2156 m.). Di fronte i monti Simbruini. Civita d’Antino fu colpito duramente dal terremoto che si abbattè sulla Marsica il 13 gennaio 1915, provocando morte e distruzione. Molti abitanti si trasferirono a valle, altri emigrarono. Restano oggi poche decine di abitanti, in quella che fu l’antichissima Antinum, sorta prima dell’era cristiana.

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A forgotten artists’ paradise by Margaret Stenhouse (Italian Insider Newspaper)

A forgotten artists' paradise by Margaret Stenhouse (Italian Insider Newspaper)

Civita d’Antino – Just over a century ago, a remote Abruzzo village became a flourishing art centre for Scandinavian artists, but the story of the colony was largely forgotten after the tragic Marsican earthquake in 1915. Could the experiment be repeated today? As part of the fiftieth anniversary celebrations of the Unification of Italy in 1911, Rome put on an “International Exposition of Art” in a specially constructed neo-classical building in Valle Giulia adjoining the Villa Borghese Park, which was subsequently to become the National Gallery of Modern Art that we know today.

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La singolare storia di Anders Trulson in un libro denso di suggestioni

La singolare storia di Anders Trulson in un libro denso di suggestioni

Un libro riscopre le vicende umane e artistiche dell’artista svedese Anders Trulson, sepolto da un secolo nell’antico cimitero napoleonico del paese della Valle Roveto. Si è spesso ritenuto che l’Abruzzo – salvo rare eccezioni – sia stata una terra esclusa da quel grande fenomeno culturale chiamato Grand Tour, anticipatore del turismo moderno. Ricerche degli ultimi anni stanno di fatto ridimensionando queste convinzioni. Tra queste merita una particolare attenzione la scoperta della singolare storia della scuola dei pittori scandinavi che a fine ottocento si era insediata in un paese della Valle Roveto, Civita d’Antino, attorno alla singolare figura di Kristian Zahrtmann, affermato pittore danese, seguito anche in Abruzzo per una trentina d’anni da numerosi allievi provenienti dai vari paesi scandinavi. 

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