I resti della casa di San Lidano

I resti della casa di San Lidano

San Lidano, Lidano d’Antena, noto anche come San Lidano da Sezze fu un religioso ed abate benedettino italiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Nacque a Civita d’Antino nel 1026. Ancora oggi  una antica casa in pietra con un grande arco, viene indicata e ritenuta per tradizione come la casa del Santo. Si legge nel Cat. Sanctorum a di Phil. Ferrius Alex che il monaco si stabilì nelle selve ch’erano presso la città di Sezze. Lidano, oblato nell’ordine benedettino fin dai sette anni, alla morte dei genitori, vendette il suo ricco patrimonio a tal Rinaldo d’Antena (lo stesso, già da noi citato, che nel 1090 donò a Monte Cassino le chiese di S. Pietro in Morino e di S. Lucia in Rendinara) e riserbò parte del ricavato per la costruzione di un monastero in luogo sereno.

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L’Abruzzo e Civita d’Antino nello straordinario patrimonio fotografico dell’archeologo inglese Thomas Ashby

L’Abruzzo e Civita d'Antino nello straordinario patrimonio fotografico dell'archeologo inglese Thomas Ashby

Ai primi del ‘900 (1901-1923), l’archeologo inglese Thomas Ashby intraprese sei viaggi in Abruzzo lasciandoci una meravigliosa collezione di fotografie, rimaste inedite fino a noi. Lo sguardo di Ashby colpisce perché va molto oltre l’archeologia, l’antropologia e l’architettura. L’Abruzzo che lui cerca e trova, percorrendolo a piedi e in bicicletta, è il luogo dove, accanto alle pietre e ai reperti delle vestigia romane, vi deve ancora essere quella cultura che delle pietre è la continuazione, l’autentica durata. Una cultura da registrare in fretta – con mezzi nuovi come la fotografia – e accuratamente – con trascrizioni, interviste, appunti – perché, Ashby lo sa bene, presto sarà cancellata dall’avvento della modernità. 

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Viaggio nell’Abruzzo romantico di Edward Lear (DVD Video)

Viaggio nell'Abruzzo romantico di Edward Lear (DVD Video)

di Antonio BiniEdward Lear, pittore e scrittore inglese (1812-1888), è stato un importante “descrittore” dell’Italia, dove visse gran parte della sua vita, e dell’Abruzzo in particolare. I suoi viaggi nella regione, tra il 1843 e il 1844, ci offrono la possibilità di conoscere la bellezza del paesaggio abruzzese di un tempo attraverso i suoi disegni e sulla base delle sue impressioni ed emozioni. Lear ci dà un’opportunità unica per leggere il paesaggio abruzzese – anche in una prospettiva storica – e per riflettere sulle profonde trasformazioni intervenute fino ad oggi, ad opera della natura (il terremoto del 1915) e soprattutto dell’uomo, a partire dal prosciugamento del Fucino.

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Gabriele D’Annunzio scoprì la “Scuola di Zahrtmann” a Venezia nel 1895

Gabriele D’Annunzio scoprì la “Scuola di Zahrtmann” a Venezia nel 1895

(Italian-English) D’ANNUNZIO DISCOVERED “THE ZAHRTMANN’S SCHOOL IN VENICE” (1895) Il terremoto del 1915 – che investì drammaticamente l’Abruzzo (e la Marsica in particolare) – determinò la fine della stagione d’oro dei pittori scandinavi a Civita d’Antino. A quasi cento anni di distanza e dopo un altro drammatico terremoto che ha colpito la regione, riemerge la straordinaria vicenda umana e artistica della colonia dei pittori guidati dal maestro danese Kristian Zahrtmann, nel suo lungo viaggio dal nord d’Europa.

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Civita d’Antino an invisible town “…non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi …”

Civita d'Antino an invisible town "...non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi …"

(Italian-English) CIVITA D’ANTINO: una “città invisibile” !? di Sergio Bini (Dal libro L’italian dream di K. Zahrtmann Copyright © 2009 Antonio Bini – Edizioni Menabò. All Rights Reserved) Civita d’Antino qualche anno fa è entrata casualmente – anche se con decisione- nella mia personalissima mappa mentale dei luoghi che amo; una sorta di “dreamland”. E’ una mappa costellata di luoghi che, per ragioni emotive, mi affascinano e che conosco e riconosco, spesso senza averli mai visitati nella realtà. Tempo fa mi era accaduto di ascoltare storie di questo antichissimo e nobilissimo paese-territorio che era stato prescelto da famosi artisti scandinavi per impiantarvi una prestigiosa scuola di pittura verso la fine degli anni settanta del 1800. Sarebbe stato Kristian Zahrtmann, un famoso maestro danese, ad aprire questo innovativo percorso geografico, turistico e umano, ma anche e soprattutto artistico e culturale.

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