Kristian Zahrtmann e il cenacolo di Civita d’Antino

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“Laggiù in Abruzzo c’è Civita d’Antino, la Civita d’Antino di Zahrtmann, la Civita d’Antino dei danesi” (Johannes Jørgensen) “Men dèr langt bortr i Abruzzernen dèr er Civita d’Antino, Zahrtmanns Civita d’Antino, Danmarks Civita d’Antino” (Johannes Jørgensen) Civita d’Antino di Knud Sinding. Come molti altri artisti del sette-ottocento, anche il pittore danese Kristian Zahrtmann (1843-1917) volle arricchire la propria formazione in Italia. Zahrtmann frequentò Roma e anche altre località come Pistoia, Marina di Pisa, la costa amalfitana, Sora. Ma fu soprattutto con un piccolo paese tra le montagne dell’Abruzzo – Civita d’Antino – che stabilì un intenso e continuativo rapporto, che durò fino alla morte.

50545f7634Zahrtmann giunse per la prima volta a Civita d’Antino nell’estate del 1883, proveniente da Sora, insieme a Joakim Skoovgard. Rimase colpito dalla bellezza dei paesaggi della Valle Roveto, dalle alte cime dei monti che fanno da contorno al paese, dall’ospitalità della famiglia Cerroni e dal carattere della gente. Non fu indifferente alla storia millenaria del paese, un tempo chiamato Antinum, antico municipio romano. Quella che doveva essere semplicemente la tappa di un viaggio alla ricerca di paesaggi cui ispirarsi, divenne il punto di riferimento fondamentale della sua vita, non solo artistica. Zahrtmann era già un artista affermato nel suo paese, ma era soprattutto conosciuto come maestro in grado di formare giovani pittori.

statua zahrtmannCivita d’Antino divenne sede della sua scuola in Italia, frequentata da generazioni di giovani artisti scandinavi, come pure da amici e colleghi, come P.S. Krøyer, considerato tra i più importanti pittori scandinavi di tutti i tempi. Non mancarono artisti che si mossero anche verso altre località abruzzesi, come ad esempio Scanno. Nel 1895 Zahrtmann partecipò alla prima edizione della biennale di Venezia, con alcune opere, tra cui “La processione di San Lidano”, antico rito legato al santo nativo di Civita d’Antino. Neglii anni furono tantissimi i dipinti finiti negli anni in musei e collezioni scandinavi, spesso genericamente titolati “paesaggio italiano”. Nel 1908 Zahrtmann promosse a Copenhagen presso il Kunstforeningen una mostra interamente dedicata a “Civita d’Antino dei pittori danesi”, con opere sue e di suoi allievi, per suggellare i 25 anni di legami artistici con il paese abruzzese. Un evento che non ha precedenti nella storia degli artisti stranieri in Italia.

cadantinoVolle rimarcare il suo intenso rapporto con il paese abruzzese chiamando la sua nuova casa-studio a Copenhagen “Casa d’Antino”, come una targa ricorda ancora adesso, riportando anche l’antico motto italico “Nec sine, nec contra”. Nel 1910 ricordò i poveri di Civita nel suo testamento. Nello stesso anno fu proclamato presidente onorario della Pro-Antino, una delle più antiche pro-loco italiane. (Foto della casa-atelier dell’artista a Copenaghen) Nel 1911 Zahrtmann con altri artisti della sua scuola partecipò all’Esposizione Internazionale di Roma, organizzata nell’ambito delle manifestazioni per celebrare il cinquantenario dell’Unità d’Italia. Tra gli artisti, anche il pittore svedese Anders Trulson, che morirà a Civita il 25 agosto dello stesso anno. Cartolina ricordo dell’evento edita in lingua inglese Il terremoto che colpì l’Abruzzo e parte del Lazio il 13 gennaio 1915, provocò morte e distruzione soprattutto nella Marsica e quindi anche a Civita d’Antino. L’evento tragico e la successiva morte del Maestro conclusero quella straordinaria stagione artisica. La testimonianza del dramma di Civita fu raccontato in Danimarca dal poeta e scrittore Johannes Jørgensen. Antonio Bini / Foto Francesca Esposito, Paolo Bini

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